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Assisi 1182 - S. Maria degli Angeli 1226 |
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Giovanni chiamato Francesco nasce ad Assisi nel 1182 dal mercante Pietro di Bernardone e Madonna Pica. Studiò il latino, il volgare, il provenzale e la musica. Insieme ad altri giovani, quando aveva 20 anni, partecipò alla guerra tra Perugia e Assisi, e fu fatto prigioniero. Tornato in famiglia gravemente malato guarì grazie alle cure della madre, per tornare ad una vita spensierata che allo stesso tempo recepiva sempre più vuota. L’idea del cavaliere lo spinse nel sud Italia, ma giunto a Spoleto, ebbe un'apparizione del Signore, che gli ordinava di tornare indietro, fu questo l'inizio della sua conversione. Essa è legata anche all’incontro con un lebbroso che avvicinò e baciò. Nonostante lo scherno degli amici, Francesco cominciò a cercare il silenzio e la meditazione tra le colline di Assisi, scoprendo un giorno la Chiesetta di San Damiano il cui crocifisso gli disse:
"Va, ripara la mia casa che cade in rovina".
Francesco vendette le stoffe del padre e portò il denaro al sacerdote di San Damiano, facendo adirare il padre tanto da dover ricorrere al Vescovo di Assisi, davanti al quale Francesco rinunciò a tutti i beni. Ben presto, però, fu seguito da altri: Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani, Egidio e Filippo Longo. La chiesina di Santa maria degli Angeli detta la Porziuncola divenne la culla in cui nacque l’Ordine. La data ufficiale della nascita dell'Ordine dei Frati Minori è il 1209 quando Francesco ed i compagni vengono ricevuti dal papa Innocenzo III che verbalmente approva la Regola. Alla Porziuncola Francesco riceve Chiara d'Assisi con la quale nacque l'Ordine delle Povere Dame di San Damiano, chiamate poi Clarisse. Francesco si dedica alla predicazione che lo spinge sino in Marocco, ma una malattia lo ferma in Spagna. Nel 1216 ottiene da Onorio III l'indulgenza della Porziuncola, il Perdono di Assisi, la più importante della cristianità dopo quella di Terra Santa. Nel 1219 Francesco parte per Acri e Damietta al seguito della crociata e giunge in Egitto alla corte del sultano Melek el-Kamel, per poi raggiungere la Palestina. Nel 1220 Francesco torna ad Assisi dove i suoi ideali di povertà e semplicità hanno fatto presa su molti, inizia così un nuovo ciclo di predicazioni in tutta Italia. A Fontecolombo redige una nuova Regola approvata poi da Onorio III. A Greccio istituisce il Presepio e nel 1213 riceve dal Conte Orlando di Chiusi il Monte della Verna, luogo in cui nel 1224 riceve il dono delle stimmate. Stanco ed ammalato ma curato a San Damiano da Chiara compone il Cantico delle Creature. Sentendo prossima la fine, il Poverello si fa portare alla Porziuncola, dove muore il 3 ottobre 1226. Il 16 luglio del 1228 veniva dichiarato Santo da papa Gregorio IX.
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Colui che vive nel grembo del Padre
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Seguire Cristo e Maria |
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Io, frate Francesco piccolo, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signor nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre, e perseverare in essa fino alla fine (Ultima voluntas sanctae Clarae scripta, 1).
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La povertà di Cristo e Maria |
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Egli, essendo ricco (2Cor 8,9) più di ogni altra cosa, volle tuttavia scegliere insieme alla sua madre beatissima la povertà (Epistola ad fideles [Recensio posterior], 5).
E quando sarà necessario, vadano per l’elemosina. E non si vergognino, ma ancor più si ricordino che il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo onnipotente rese la sua faccia come pietra durissima (Is 50,7), né si vergognò e fu povero e ospite, e visse di elemosina, lui e la beata Vergine e i suoi discepoli (Regula non bullata, 31).
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Incarnazione, Passione e Mistero Eucaristico |
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E ti rendiamo grazie, perché, come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, così 1. per il vero e santo tuo amore, col quale ci hai amato (Gv 17,26), hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre Vergine beatissima santa Maria, 2. e per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti liberare e redimere (Regula non bullata, XXIII, 3).
L’altissimo Padre annunciò per mezzo del suo arcangelo Gabriele che questo Verbo del Padre, così degno, così santo e glorioso sarebbe venuto dal cielo nell’utero della santa e gloriosa Vergine Maria, dal cui utero ricevette la vera carne della nostra umanità e fragilità (Epistola ad fideles [Recensio posterior], 4).
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viene ad abitare nel grembo di Maria |
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ecco, ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale (Sap 18,15) discese nel grembo della Vergine; ogni giorno viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre (Gv 1,18; 6,38) sopra l’altare nelle mani del sacerdote (Admonitiones, I, 18).
La volontà del Padre fu tale che il suo figlio benedetto e glorioso, dato e nato per noi, offrisse sé stesso cruentemente come sacrificio e come vittima sull’altare della croce, non per sé, per il quale tutte le cose sono state create (Gv 1,3), ma per i nostri peccati, lasciando a noi l’esempio perché ne seguiamo le orme (1Pt 2,21). E vuole che tutti siamo salvi per Lui, e che lo si riceva con cuore puro e corpo casto (Epistola ad fideles [Recensio posterior], 11-13).
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Essere come Maria |
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Tutti coloro che faranno tali cose e persevereranno fino alla fine riposerà su di essi lo Spirito del Signore (Is 11,2), ed Egli ne farà la sua dimora, e saranno figli del Padre celeste di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo (Cfr Gv 14,23; Mt 5,45). Siamo sposi, quando per lo Spirito Santo l’anima fedele si unisce a Gesù Cristo. Siamo fratelli suoi, quando facciamo la volontà del Padre suo che è in cielo (Mt 12,50). Siamo madri sue, quando lo portiamo nel cuore e nel nostro corpo con l’amore e con la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso sante opere che devono risplendere agli altri in esempio (Epistola ad fideles [Recensio posterior], 48-53).
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Fondamento della devozione mariana |
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Circondava di un amore indicibile la Madre di Gesù, perché aveva reso nostro fratello il Signore della maestà (Cfr Sal 28,3). A suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua umana non potrebbe esprimere. Ma ciò che maggiormente riempie di gioia, la costituì Avvocata dell’Ordine e pose sotto le sue ali i figli, che egli stava per lasciare, perché vi trovassero calore e protezione sino alla fine. Orsù, Avvocata dei poveri! Adempi verso di noi il tuo ufficio di Protettrice fino al tempo prestabilito dal Padre (Gal 4,2) (Tommaso da celano, Vita seconda, FF 786)
Circondava di indicibile amore la Madre del Signore Gesù, per il fatto che ha reso nostro fratello il Signore della Maestà e ci ha ottenuto la misericordia (1Pt 2,10). In Lei, principalmente, dopo Cristo, riponeva la sua fiducia e, perciò, la costituì avvocata sua e dei suoi. In suo onore digiunava con gran devozione dalla festa degli apostoli Pietro e Paolo, fino alla festa dell’Assunzione (Bonaventura, Leggenda Maggiore, FF 1165).
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Preghiere di Francesco alla Vergine Madre |
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Ti saluto, Signora santa, regina santissima, Madre di Dio, Maria, che sei Vergine fatta Chiesa, ed eletta dal santissimo Padre celeste e da Lui, col santissimo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito, consacrata: tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene. Ti saluto, suo palazzo, Ti saluto, suo tabernacolo, Ti saluto, sua casa. Ti saluto, suo vestimento, Ti saluto, sua ancella, Ti saluto, sua Madre. E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli diventino fedeli a Dio. (Salutatio Beatae Mariae Virginis).
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Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a te, nata nel mondo, tra le donne, figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo, prega per noi, con S. Michele arcangelo e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi, presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro nostro (Officium passionis Domini, Antifona, 2).
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La mediazione di Maria |
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E rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, in virtù della passione del Figlio tuo e per l’intercessione e i meriti della beatissima Vergine Maria e di tutti i tuoi santi (Commento al padre nostro).
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La povertà di Cristo e Maria |
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